venerdì 26 Giugno 2015

Wired Italia saluta l’edicola: solo due cartacei l’anno

Un comunicato della redazione annuncia il forte taglio della struttura produttiva della testata di Condé Nast Italia, che si concentrerà su digital ed eventi. Le decisioni dell'azienda verranno ufficializzate a settembre

L’evoluzione “digital first” di Wired Italia prende repentinamente la forma di una curva a gomito.

La versione cartacea del mensile di Condé Nast, lanciato nel nostro Paese nel 2009 con la direzione di Riccardo Luna, è infatti sostanzialmente destinata a scomparire dalle edicole, con le edizioni cartacee che passeranno dalle attuali 10 ad appena due, realizzate da service esterni.

Lo ha reso noto la redazione della testata, in un duro comunicato sindacale che attacca l’azienda per i pesanti tagli alla struttura produttiva di Wired connessi all’operazione, con la redazione dimezzata dagli attuali 12 a 6 giornalisti che cureranno il sito Wired.it e gli eventi.

Secondo la nota pubblicata dall’Assemblea dei Giornalisti Condé Nast, Domenico Nocco, chief operating officer di Condé Nast Italia, avrebbe comunicato ai rappresentanti sindacali e alla redazione di Wired che “La periodicità del cartaceo passerà da dieci numeri l’anno a due, da affidare completamente a service esterni”, e che “sei dei 12 giornalisti della redazione (il 50%) sono considerati esuberi”. Al momento quindi la redazione confermata sul progetto Wired Italia è formata da sei giornalisti (di cui uno part-time).

Con le property digitali prima fonte di revenue pubblicitarie, la testata già da tempo ha fatto del suo sito internet il punto di partenza da cui nascono e si sviluppano i contenuti (anche branded) che vanno poi ad animare sia la rivista sia gli eventi sul territorio. Oggi il sito Wired.it conta più di 4 milioni di utenti unici al mese (con un picco a marzo di 6 milioni) e tra i 25 e i 30 milioni di pagine viste, e l’app Wired Feed è installata in 120 mila device.

Il ridimensionamento della periodicità della rivista emerge a brevissima distanza dalla nomina del nuovo direttore Federico Ferrazza, che qualche settimana fa ha preso il posto del dimissionario Massimo Russo, ora in forze a La Stampa. In occasione di un incontro con i giornalisti per l’ufficializzazione dell’incarico, Ferrazza – che peraltro ha avuto un ruolo di primo piano, come vice direttore di Wired, nello sviluppo del sito del magazine – aveva sottolineato proprio l’importanza del digital nei piani futuri di Wired, annunciando novità in cantiere sul fronte dei contenuti online.

«Nei prossimi mesi la strategia digitale di Wired si arricchirà di altri importanti tasselli (video, mobile, servizi per aziende e lettori) e sperimenteremo nuove forme di contenuti interattivi, capaci di vivere anche fuori del sito – aveva dichiarato -. Ricca sarà anche l’offerta degli eventi che, sulla scorta del successo crescente delle tre edizioni del Wired Next Fest, ci consentirà di fare sempre più cultura dell’innovazione, come è nella mission originaria di Wired».

Un anno fa, Condé Nast ha chiuso Myself, giudicando le 100 mila copie di diffusione del mensile non sufficienti a raggiungere gli obiettivi di raccolta della rivista. Nel caso di Wired, gli ADS certificano 60 mila copie e probabilmente la continua contrazione della spesa pubblicitaria su stampa (gli ultimi dati FCP relativi al mese di maggio riportano per il mezzo l’ennesimo calo, stavolta del 5%) ha accelerato il processo di “dematerializzazione” di Wired.

Condé Nast Italia, contattata da Engage, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, precisando che gli sviluppi sul futuro della testata verranno comunicati a metà settembre, quando la società organizzerà il tradizionale incontro con la stampa per fare il punto sulle novità editoriali delle sue varie property, Wired inclusa.

Fonte: www.engage.it